Selvaggina

In questa sezione di BraccoItalianoDatabase vengono trattate, attraverso gli scritti dell’Avv.Giacomo Griziotti, le principali specie di selvaggina da penna e da pelo che si prestano, e nello stesso tempo richiedono, il lavoro del cane da ferma in generale e del bracco italiano in particolare.

La selvaggina naturale si può dividere in due gruppi, uno che comprende quella d’asciutto, che scientificamente si compendia nell’ordine degli uccelli razzolatori, e l’altro quella acquatica.

Il primo comprende a sua volta le famiglie dei tetraonidi, dei pernicidei e dei fagianidi, la seconda quella degli scolopacidi dei fuligidei, dei porciglioni e delle sciabiche. Gli uccelli che non fanno parte di queste famiglie, per esempio le anitre ed i palmipedi affini, potranno anche cadere casualmente sotto la ferma del cane da ferma, ma non fanno oggetto particolare di ricerca da parte di questo.

C’è poi la lepre che rientra nel novero della selvaggina trattata dal bracco italiano per quanto, come diremo a suo tempo, viene cacciata con maggior successo con segugi od, almeno con cani che stanno tra il cane da ferma e quello da seguito.

Nel primo gruppo troneggia la starna, nel secondo il beccaccino. Fatto che sia un cane sulla starna non avrà difficoltà, con un po’ di pratica e di malizia, a lavorare con successo tutta l’altra selvaggina pedinatrice. Così per il beccaccino. Il cane che ferma il beccaccino ferma con maggior facilità il frullino ed il crocollone. La beccaccia gli offre qualche maggiore difficoltà a causa dell’ambiente in cui vive.