Beccaccia (Scolopax rusticola) | Caratteristiche e comportamento

Giacomo Griziotti

beccaccia

La caccia alla beccaccia con il cane da ferma è un vero classico: il bracco italiano ne è un grande interprete

Come per il beccaccino sono di prammatica gli zig-zag, per la beccaccia lo sono i famosi “sette“. Non sono un grande cacciatore di beccacce, lo confesso, anche e sopratutto perché il passo di questo coincide presso a poco con quello del beccaccino e tempo da dedicare ad entrambi non ne ho mai avuto, tuttavia ho di tale caccia una pratica sufficiente. Non dirò di non aver mai visto la beccaccia eseguire il “sette” perché non direi la verità ma dirò però che l’ho vista fare ciò, se non eccezionalmente, neppure con la frequenza che, comunemente, si crede ed un mio amico cacciatore di beccacce mi ha sempre confermato le mie esperienze in fatto di “sette”.

La beccaccia esegue zig-zag, in proporzione maggiore di altri uccelli perché nel suo volo incontra spesso ostacoli da schivare. Quando non trova questi vola dritto come altri uccelli.

Quando avviene il passo della beccaccia?

Ho detto che il passo delle beccacce coincide con quello del beccaccino ma, in realtà dura meno, vale a dire, da noi in pianura, dalla fine di ottobre alla fine di novembre. In primavera la beccaccia ripassa da noi dalla fine di febbraio agli ultimi di marzo.

La ricorrenza dei Morti in autunno e quella di S. Giuseppe in primavera sono date tradizionali fatidiche per il passo delle beccacce. In principio d’autunno, quando arriva, la beccaccia si trova un po’ dappertutto, lungo i fossi, le siepi, i filari di viti ed è solamente più tardi che, diventando stazionaria e col cominciare dei primi freddi, si localizza nei boschi.

Il lavoro del bracco italiano sulle beccaccie

Le beccacce possono essere buone per il lavoro del cane, quando siano in quantità rilevante, specialmente per i nostri cani italiani che si trovano nel loro ambiente naturale.

Come abbiamo detto, il Matteucci arrivava ad indicare la beccaccia come soggetto passivo di prove sul terreno per bracchi italiani e spinoni.

Per la caccia e per il lavoro in genere sulla beccaccia riesce di grande utilità attaccare al collare del cane un campanello il quale serve, non solo per capire dalla cessazione del suono quando il cane è in ferma, ma per seguirne i movimenti e dominarlo anche al coperto. Dico dominarlo perché il cane, sentendosi chiamare quando si allontana od ordinare il terra quando commette qualche scorrettezza si sente controllato e rimane in mano come se si trovasse all’aperto. Il campanello vi fa un servizio, se mi si passa il paragone, come la bussola in tempo di nebbia.

Maurizio Sodini con Sergente del Monte Alago e un bel carniere di beccacce

Le quiete, le diffidenti e le intermedie…

Come leggerezza alla ferma la beccaccia offre molte varietà. Ve ne sono delle quiete, delle diffidenti e dei tipi intermedi. A questa diversità di leggerezza corrisponde generalmente anche una differenza di volo e di mole. Se le beccacce si mettessero a caso, dato, almeno da noi, l’esiguo numero in relazione alla vastità dei boschi, sarebbero quasi introvabili.

Fortunatamente, per il cacciatore, non per le beccacce, queste si mettono ai limiti dei boschi, nelle così dette gronde, lungo le strade, argini, fossati non solo ma hanno anch’esse dei posti di preferenza, per sino delle date piante per cui, chi è pratico, in breve tempo perlustra dei boschi nei quali sembrerebbe di dover perdere una settimana.

Dobbiamo notare che il cane, qualche volta, nel riportare la beccaccia, ha la stessa riluttanza che può avere a riportare un uccello da preda.

caccia alla beccaccia
Basco della Croccia in Grecia

Una caccia suggestiva

Caccia oltremodo suggestiva quella della beccaccia, sia per i costumi misteriosi di questo uccello e sia per i luoghi caratteristici in cui vive e per la malinconica stagione autunnale. Non dimenticherò mai una beccaccia uccisa lungo un canale morto del Ticino, perduto tra i boschi, quasi coperto dalle piante che lo chiudono come sotto una volta di rami. Il sole sorgeva tra questi in un velo di nebbia ed illuminava d’un riflesso di rame il mio già rosso irlandese in ferma. L’attimo d’attesa, il frullo, la botta ed il cane che ritorna con la preda.

Peccato che da noi le beccacce siano poche.

Chissà però! Se fossero molte forse non si ricorderebbero con tanto piacere “Nitimur in vetitum semper” La caccia è più che altro una suggestione, un incanto speciale che l’abbondanza e l’abitudine possono anche spezzare.

Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *